MANIFESTAZIONI


La terza domenica di settembre di ogni anno presso il Tempio viene celebrato il giorno della memoria dei caduti e dispersi nella campagna di Russia, presenti alte cariche militari e civili e associazioni combattentistiche d'arma.
Nel 2010 la giornata del ricordo cadrà il 19 settembre e si prospetta la presenza del Ministro della Difesa Avv. Ignazio La Russa.





Una piazza in memoria di don Carlo Caneva, cappellano con le truppe dell'ARMIR.
POZZUOLO DEL FRIULI - Cargnacco non è soltanto un toponimo friulano. Dai primi anni del dopoguerra è anche un simbolo nel cuore dei reduci di Russia. E' il luogo dove don Carlo Caneva, cappellano con le truppe dell'ARMIR, ha voluto erigere un tempio in memoria di chi non è più tornato dal fronte del Don e nella cui cripta, rimasta lungamente vuota, soltanto in anni recenti si è potuta deporre la salma di un soldato italiano, finalmente restituita dall'ex Unione Sovietica. Il sogno di don Caneva si è così realizzato, quando ormai le speranze sembravano svanite e le file dei superstiti di quella tragica epopea si erano già rarefatte. Anche il cappellano di Cargnacco non c'è più. E' morto nel 1992. A 10 anni di distanza il Comune ha voluto rendergli omaggio, dedicandogli la piazza davanti al tempio. Ieri, nel giorno dedicato al ricordo della battaglia di Nikolajewka, è stata scoperta la targa che porta il suo nome. Molte le autorità presenti. "La giornata della memoria, che si celebra in ricordo della Shoah - ha detto il Sindaco Sergio Beltrame - serva a mantenere vivo il ricordo di tanti olocausti, tra cui anche quello che questo tempio e i suoi mosaici rappresentano." Il presidente provinciale dell'Associazione alpini, Roberto Toffoletti, ha invece espresso rammarico per l'oblio riservato ai ventenni di sessant'anni fa. Tra i presenti anche alcuni superstiti. "Sono partito a vent'anni dal mio paese, San Giovanni al Natisone, con il battaglione "Cividale" - ha ricordato Firmino Micheloni, classe '22 - e sono tornato nel '46 dopo essere stato ferito e aver superato una lunga prigionia. Dei 40mila italiani rinchiusi a Tambov, siamo tornati appena in 1.200".

                                                                                                                         Rossano Crivello - Gazzettino del 27 gennaio 2003


* Messa a Cargnacco. *